Cerca nel titolo, nel sottotitolo, scrivi la testata o cerca nel testo

Data di pubblicazione

-

Federmeccanica: in attenuazione la fase recessiva e prospettive di un debole miglioramento dell'attività produttiva, peraltro insufficienti a invertire le dinamiche occupazionali negative

  • 20 Febbraio 2015 |
  • dimensione font
  • Stampa

La congiuntura metalmeccanica evidenzia nell’ultimo trimestre del 2014 un’attenuazione della fase recessiva dopo due trimestri di forte contrazione e i volumi di produzione realizzati risultano ancora inferiori del 31,4% rispetto al periodo pre-recessivo.

 

Roma 20 febbraio 2015 –  Si è tenuta oggi a Roma, presso l’Hotel Nazionale, la conferenza stampa di Federmeccanica per la presentazione dei risultati della 133ª indagine congiunturale sull’Industria metalmeccanica.

I dati sono stati illustrati da Alberto Dal Poz, Vice Presidente di Federmeccanica, Stefano Franchi, Direttore Generale e Angelo Megaro, Vice Direttore Generale.

L’indagine è stata condotta presso un campione di imprese associate ed evidenzia, per il quarto trimestre del 2014, un’attenuazione della fase recessiva e moderati segnali di miglioramento della congiuntura settoriale nella parte iniziale del 2015. Secondo l’analisi, l’evoluzione attesa dell’attività produttiva risulterà  comunque insufficiente  a invertire le tendenze negative delle dinamiche occupazionali.

Sulla base dei dati di fonte ISTAT, nel quarto trimestre del 2014, grazie ai risultati ottenuti nel mese di dicembre, la produzione metalmeccanica è aumentata dell’1,2% rispetto al terzo trimestre, ma ha evidenziato andamenti ancora cedenti (-1,2%) nel confronto tendenziale con l’analogo periodo dell’anno precedente.

Complessivamente, nel 2014, la produzione metalmeccanica è diminuita dello 0,8% rispetto all’anno precedente, variazione negativa che va a sommarsi al -3,0% del 2013 e al -7,0% del 2012. I volumi prodotti risultano inferiori del 31,4% rispetto a quelli che si realizzavano prima della grande recessione del 2008-2009.

L’attenuazione della fase recessiva dell’attività metalmeccanica risulta imputabile alla parziale ripresa delle esportazioni intervenuta nella seconda metà del 2014. In particolare, nel bimestre ottobre–novembre, i flussi diretti all’estero sono cresciuti del 3,6% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente,  consentendo al saldo dell’interscambio di raggiungere i 57 miliardi di attivo nel corso dei primi undici mesi del 2014.

Hanno contribuito a tali risultati le buone performance registrate verso gli Stati Uniti e la Cina, mentre sono diminuiti i flussi di fatturato diretti in Francia, Turchia, Giappone e, in particolare, verso la Russia” ha commentato nel suo intervento Alberto Dal Poz.

La forte contrazione dei prezzi dei prodotti petroliferi, la politica monetaria espansiva della BCE e la svalutazione della nostra moneta nei confronti del dollaro producono effetti benefici sulle esportazioni e sull’evoluzione a breve della congiuntura settoriale ma, per una ripresa robusta e duratura,  - ha sottolineato il Vice Presidente - sono necessarie riforme strutturali che, da un lato, impattino positivamente sulla domanda interna e, dall’altro, consentano un recupero competitivo del nostro sistema produttivo”.

Sul fronte delle riforme strutturali Stefano Franchi ha ricordato come Federmeccanica abbia lanciato più volte nel corso del 2014 un vero e proprio grido di allarme e abbia cercato di interfacciarsi sempre in modo propositivo con gli organi di Governo. Per questo “Abbiamo dato il via a un percorso di incontri e riflessioni con gli imprenditori delle varie Associazioni Territoriali – ha spiegato Franchi - . percorso culminato lo scorso 27 novembre 2014 quando abbiamo proclamato la giornata dell’orgoglio metalmeccanico, l’orgoglio per le imprese, per l’eccellenza dei loro prodotti e per il ruolo trainante del settore per l’economia del Paese. La metalmeccanica, infatti, rappresenta l’8% della produzione della ricchezza nazionale e dà lavoro a oltre 1,8 milioni di persone”.

La giornata del 27 novembre non è stata un momento conclusivo, bensì il punto di partenza di un progetto il cui obiettivo è offrire proposte concrete alle richieste di un settore che è centrale nel panorama economico italiano ed europeo. “In quest’ottica abbiamo organizzato l’incontro del 16 gennaio scorso con il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti – ha continuato Franchi - per evidenziare le esigenze delle imprese sulla necessità dell’introduzione di nuove regole finalizzate a  un più moderno funzionamento del  mercato del lavoro. Successivamente, il 4 e il 5 febbraio scorsi, Federmeccanica ha organizzato per la prima volta a Bruxelles, con numerosi europarlamentari, un tavolo di discussione atto a individuare misure necessarie alla crescita e alla incentivazione degli investimenti.

Attraverso questi due appuntamenti e i prossimi che Federmeccanica sta inserendo nella propria agenda, la Federazione vuole rimarcare  la volontà e la capacità di reagire da parte del settore. “La metalmeccanica indubbiamente è pronta a fare la sua parte, con il suo capitale di idee, creatività, innovazione e qualità che ha concorso al successo mondiale del Made in Italy – ha rimarcato con orgoglio Dal Poz – ma non può ribaltare le sorti dell’economia da sola. Servono subito azioni concrete: il rilancio della domanda interna, maggiori investimenti pubblici e privati, un sistema del lavoro efficiente ed inclusivo, una politica industriale che favorisca l’innovazione e permetta alle nostre imprese di affrontare la sfida della 4^ rivoluzione industriale ormai alle porte” ha concluso Dal Poz.

Torna in alto