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La proposta di Rinnovamento Contrattuale di Federmeccanica aumenta i salari e difende l’occupazione

  • 24 Marzo 2016 |
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COMUNICATO STAMPA FEDERMECCANICA E ASSISTAL

Fabio Storchi, Presidente di Federmeccanica: «Se ci attenessimo alle richieste dei sindacati e alle regole contrattuali dell'ultimo CCNL, gli incrementi sarebbero pari a zero. La proposta di Rinnovamento Contrattuale di Federmeccanica, invece, aumenta i salari e difende l’occupazione».

Roma, 24 marzo 2016 – Si è tenuto oggi, presso la sede di Federmeccanica, l’incontro tra il Presidente Fabio Storchi, il Presidente di Assistal Angelo Carlini e i tre Segretari Generali FIM, FIOM e UILM. 
Nel corso dell’incontro il Presidente Storchi ha ribadito il valore e i principi che hanno portato a delineare la proposta di Rinnovamento Contrattuale presentata da Federmeccanica il 22 dicembre scorso.

«Il sistema che abbiamo - ha dichiarato Storchi - non è più sostenibile né per le imprese, né per gli addetti. In un mondo che cambia va rinnovato il paradigma delle relazioni industriali e il nostro obiettivo è farlo per difendere le imprese e l’occupazione».

In base a quanto previsto dal rinnovo del CCNL 2012-2015 i salari andrebbero adeguati al solo costo della vita e, vista la situazione di deflazione contingente dei prezzi dei beni al consumo, l'incremento salariale sarebbe oggi pari a 0 €.

«Federmeccanica ed Assistal hanno invece presentato una proposta che presenta elementi di innovazione, mettendo sul piatto benefici molto importanti», ha aggiunto il Presidente di Assistal Carlini.

Rispetto a questi 0 €, la proposta di Rinnovamento Contrattuale vuole distribuire ricchezza (una volta prodotta) e vuole determinare garanzie minime per tutti i dipendenti:

  • Il potenziamento della retribuzione variabile che favorisca la partecipazione;
  • Incrementi retributivi per i lavoratori con salari più bassi (minimi di garanzia);
  • Il diritto soggettivo alla formazione per quei lavoratori che non sono stati destinatari di corsi formativi;
  • Il potenziamento della previdenza complementare e l’universalità dell’assistenza sanitaria.

«La nostra proposta di Rinnovamento - ha continuato il Presidente di Federmeccanica - mira ad aumentare la retribuzione attraverso la distribuzione della ricchezza in azienda legando i salari alla redditività. Non possiamo più distribuire incrementi a pioggia, la ricchezza può essere distribuita solo dove si produce e quando si produce. Non possiamo, come Federmeccanica, renderci complici di determinare aggravi di costi in quelle imprese che verrebbero in tal modo irrimediabilmente messe fuori mercato».

A certificare l’insostenibilità del vecchio modello contrattuale ci sono i più importanti indicatori macroeconomici. Dal 2007 ad oggi infatti il nostro settore ha perso il 30% della produzione industriale, il 25% della capacità produttiva e quasi 300 mila occupati.

Leggi il comunicato completo, scarica l'allegato che segue.

 

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